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La ricerca di mercato è indispensabile per orientare le strategie aziendali e la definizione del prodotto che andremo a proporre nel mercato.

 

Questione di carattere.

Generalmente l'attività di microbirrificio viene intrapresa da una persona o pochi soci; il loro modo di operare, le loro scelte, le loro azioni azioni e le loro conoscenze saranno riflesse nel carattere dell'impresa che stanno costituendo. L'immagine della stessa è quindi totalmente costituita dalla ricchezza di contenuti che loro stessi posseggono. Niente di peggio infatti, di conoscere una nuova attività, essere attratti da grafiche e slogan interessanti ma rimanere delusi quando poi emerge che l'azienda è priva di contenuti, che alle redini del birrificio non c'è un esperto ma uno dei tanti attratti dal business facile.

E' quindi fondamentale lo sviluppo della propria capacità critica su vari livelli, che ora vedremo in breve.

 

C'è critica e critica!

Per chi intende aprire un microbirrificio la conoscenza a tutto tondo del prodotto birra deve essere un must. La formazione diviene quindi fondamentale in queste fasi iniziali ma ora vorrei concentrare l'attenzione sulla capacità valutazione di un prodotto che è indispensabile in un contesto di studio del mercato. Certamente, anche in questo caso, affidarsi alle mani di professionisti e frequentare un corso di degustazione potrebbe essere illuminante, ma per chi non ha il tempo da dedicare ad una attività organizzata, potrà tentare di formarsi da autodidatta approfittando di testi o siti specializzati. Sicuramente si dovrà bere molta birra ;-)

Sarà infatti utilissimo assaggiare quanti più prodotti possibili con un approccio critico e "scientifico". Intendo dire che si dovrebbe andare un pò oltre al piacere di bere una buona birra; approcciarsi all'assaggio muniti di scheda di degustazione, magari scegliendo un momento della giornata lontano dall'assunzione di alimenti che possono influenzare il senso del gusto e, quando disponibili, confrontare le proprie sensazioni con le descrizioni in etichetta o recensioni "affidabili" disponibili su guide o siti specializzati. Catalogare le schede di degustazione prodotte per poi poterle confrontare al riassaggio dello stesso prodotto a distanza di tempo. Cercare di reperire gli ingredienti, se noti, per poterne trovare traccia all'interno del prodotto e capire quale contributo questi hanno dato alla birra finita.

Oltre allo studio del prodotto, il senso critico ci dovrà guidare nello studio del mercato e in particolare dell'operato dei birrifici esistenti. Osservare le azioni compiute da quella che diverrà "la concorrenza" e cercare di capire il perché di quelle azioni, o magari, quale problema cercano di superare i nostri concorrenti compiendo tale azione, ci può semplificare di molto la nostra esperienza. Non solo, sarà proprio in base al monte di informazioni che riusciremo a carpire su cui baseremo le nostre scelte, quindi è essensiale capire il perché altri hanno optato esattamente per quella particolare cosa, capire quali alternative avevano a disposizione ed infine, cercare di capire come si potrebbe migliorare quella scelta.

Avere un senso critico sviluppato porta a compiere scelte ben ponderate, valutando attentamente i pro ed i contro. Una scelta presa con consapevolezza gode di una certa immunità alle critiche provenienti dall'esterno. Nel corso dell'attività saremo esposti a moltissime critiche, alcune fondate e costruttive che dovranno essere accolte e valutate, ma la maggiorparte delle critiche difficilmente avrà basi tali da mettere in discussione le nostre scelte, questo solo nel caso in cui saremo realmente convinti che le scelte intraprese siano corrette.

 Tanker 1000 elettrico in fiera

Una ricerca di mercato è fondamentale e frequentare locali, birrifici, eventi a tema e fiere non è il metodo più professionale per svolgerla ma se si ha tempo a disposizione è già molto utile per gettare delle basi. Se non altro è utile a assaggiare tante birre e a far crescere il proprio livello di degustatore.

La capacità di valutare i propri e gli altrui prodotti sembra una cosa scontata, o meglio mi aspetterei che chi vuol fare questo mestiere abbia già un palato fine, ma per la maggior parte di chi si accinge all'apertura di un microbirrificio è proprio un elemento debole. Questo comporta i tanto temuti errori di gioventù, di cui poi parleremo successivamente, quando descriveremo "la vita in birrificio" 

Un altro aspetto che bisogna valutare nel computo generale del "apro o non apro" è che l'attività di produzione di microbirrificio è composta almeno da tre lavori diversi, e se questi devono coincidere in una persona sola bisognerà arrivare preparati anche a questo, queste tre professioni sono: colui che si occupa di produzione (birraio), colui che presenta il prodotto sul mercato (venditore), colui che si occupa dell'amministrazione, logistica e burocrazia. Alcune considerazioni importanti al riguardo:

- Al crescere del volume d'affari ognuna di queste professioni assorbirà sempre più tempo, consierazione essenziale per valutare la dimensione dell'impianto.

- Chi nasce birraio non sempre nasce commerciante.

- Una buona logistica (ottimizzazione) può voler dire grosso risparmio di risorse.

In quanto professione coloro i quali intendono aprire un microbirrificio senza adorare la professione o senza l'intenzione di lavorarci all'interno in prima persona si espongono a maggiori rischi ma soprattutto devono affrontare un costo d'investimento che comprenda un birraio professionista.